IL MONDO DELLE DONNE – Una rubrica a cura di Silvia Trupo

Immagino la tesi di laurea, fresca di stampa, appoggiata sulla sua scrivania. Accanto ai confetti rossi e alla corona d’alloro che Giulia avrebbe indossato lo scorso giovedì per laurearsi.

Un traguardo che molto probabilmente avrebbe dedicato alla madre scomparsa da un anno per una malattia. Giulia era una 22enne che, nonostante le difficoltà, aveva raggiunto i suoi obiettivi ai quali, sommava i sogni futuri. Non poteva sapere che lo scorso sabato, nel vano tentativo di placare la furia del suo carnefice che le diceva “non posso vivere senza di te!” avrebbe perso tutto.

Giulia Cecchettin è la 103esima vittima della follia omicida di quel genere “non umano” che pensa di avere il potere di uccidere solo perché crede che amore equivalga a possesso. Filippo, il mostro che ha reciso la giovane vita di Giulia, non accettava l’idea che la SUA ex fidanzata potesse laurearsi e iniziare un percorso di vita lontano da lui. Perché lei era sua. Appunto. Il possesso che si somma all’inutilità e a quella pazzia che, se individuata per tempo, potrebbe magari, essere arginata. Perché, seppure impercettibili, ci sono sempre dei segnali che riconducono ad un potenziale carnefice. Una frase, un gesto, una telefonata diversa, un messaggio inquietante.

E poi c’è l’indifferenza di chi non vede, non ascolta, non parla. Oggi piangiamo tutti per la perdita di Giulia come fosse una nostra amica, sorella o cugina. E stasera ci coricheremo nella speranza che domani, non piangeremo per qualcun’altra. Ma come si può vivere così? #giulia #femminicidio #stopviolence

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