La 32esima edizione del “Premio Venosa Donne Nada Bagnoli”, organizzata dalla Fidapa, ha visto protagonista nella città oraziana Sara Gama, una campionessa del calcio Femminile che tutti noi apprezziamo per il suo impegno dentro e fuori dal campo. L’iniziativa organizzata dalla Fidapa ha acceso di nuovo i riflettori sull’intero Vulture. Un impegno ed una attenzione per lo sport che vedrà protagonista Venosa nel prossimo mese di maggio con la tappa del Giro d’Italia.
Il Premio ricevuto da Sara Gama è un riconoscimento che ne esalta l’impegno per la diffusione dei valori più belli dello sport e del calcio femminile, sempre più seguito perché caratterizzato da un altissimo livello tecnico. A tal riguardo, mi vengono in mente le parole di un’altra grande esponente del calcio femminile, Ludovica Mantovani, presidente della Divisione Calcio Femminile della Figc, figlia dell’indimenticabile presidente della Sampdoria, Paolo Mantovani, la quale ha evidenziato che la missione della Federazione è quella di abbattere ogni barriera culturale e rendere possibile per le bambine la scelta di giocare a calcio. Parole che mi trovano completamente d’accordo, prima di tutto come padre di una meravigliosa bambina, e poi che come rappresentante delle istituzioni.
La Divisione Calcio Femminile e il Settore Giovanile Scolastico Figc stanno, infatti, lavorando sempre di più per avvicinare le bambine al calcio in ambienti protetti. Le nostre campionesse, proprio come Sara Gama, sono diventate vere e proprie “Role Model”, atlete nelle quali potersi riconoscere ed identificare, che sanno di avere una grande responsabilità dentro e fuori dal campo. Spero quindi che per il calcio femminile ci sia una sempre maggiore strutturazione e che questo processo possa interessare i nostri territori. L’esempio di Sara Gama, che si distingue per tenacia, forza, passione e determinazione, ci trasferisce speranza ed entusiasmo.
Il percorso di crescita del calcio femminile, attivato già qualche anno fa, ha subito un’ulteriore accelerazione a partire dal 1° luglio 2022. Una data storica che ha segnato una svolta per lo sport italiano, in quanto ha sancito il passaggio al professionismo del massimo campionato femminile. L’attività femminile è in continua crescita e, nonostante i disastri del Covid-19, che ha causato una leggera diminuzione del numero complessivo delle tesserate, il calcio continua ad attirare l’attenzione degli sportivi. È, infatti, l’unico sport in Italia ad aver mantenuto gli stessi livelli di seguito del periodo pre-pandemico e nel biennio 2019-2021 ha evidenziato una sostanziale tenuta nel livello di interesse generato nel pubblico maschile e in quello femminile. La Serie A Femminile è la competizione calcistica italiana con il più alto incremento del livello di interesse tra il 2016 e il 2019, mentre nel 2021 i dati sono rimasti sugli stessi livelli del periodo pre Covid-19. Nel 2021, inoltre, il 54% dei tifosi di una squadra di calcio maschile ha dichiarato di seguire anche la squadra femminile del proprio club. Numeri e tendenze incoraggianti. Per questo motivo io farò la mia parte nel migliore dei modi per sostenere il calcio femminile.

Gianni Leggieri
Consigliere regionale del M5S

 

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