“La necessità di dar vita ad una nuova formazione politica quale luogo di confronti per tutte le proposte finalizzate a tutelare al meglio gli interessi della Basilicata, partendo dalle istanze del territorio e promuovendo la crescita di una nuova classe dirigente in grado di offrire risposte adeguate alle istanze dei cittadini, oltre le direttive verticistiche dei partiti tradizionali, troppo spesso inadeguate rispetto alle necessità della nostra comunità”.

E’ quanto affermano, in una nota, i consiglieri regionali Giovanni Vizziello e Massimo Zullino, che oggi presentano agli organi di stampa “BASILICATA OLTRE”, il nuovo Gruppo Consiliare della Regione Basilicata.

La riforma della pubblica amministrazione regionale, un diverso modello di sviluppo economico e di crescita sociale, la difesa delle esigenze del territorio contro i rischi di una vera e propria secessione dei ricchi coperta dalla foglia di fico del decentramento amministrativo, il superamento dell’approccio di tipo assistenziale che spesso caratterizza l’azione amministrativa regionale e quello dell’attuale condizione di povertà sanitaria che caratterizza una vasta fetta della popolazione regionale, queste, in sintesi, le linee programmatiche di “BASILICATA OLTRE”, funzionali a rendere la Basilicata una regione moderna, coesa ed in grado di accettare le sfide della competitività, dell’innovazione e della crescita sociale.

“La pubblica amministrazione regionale non brilla per qualità ed efficacia dei servizi erogati ai cittadini essendo a tutt’oggi annoverata tra le 30 peggiori pubbliche amministrazioni di tutte le regioni europee”-spiega il consigliere Zullino, Presidente del Gruppo Consiliare BASILICATA OLTRE-“ e la riforma dell’apparato burocratico regionale è in cima alle nostre priorità, perché la Basilicata merita un’azione amministrativa improntata ai criteri dell’efficacia e dell’efficienza e che sia selezionata sulla base dei criteri della meritocrazia piuttosto che dell’appartenenza , come purtroppo è spesso accaduto con riguardo ad alcune le posizioni apicali della stessa”.

“La necessità di un nuovo modello di governance territoriale, che non può non riguardare anche e soprattutto la miriade di società partecipate, enti strumentali o subregionali che costituiscono il cosiddetto sistema pubblico regionale allargato”- sostiene Zullino-“ rappresenta una precondizione dello sviluppo economico e sociale della Basilicata, soprattutto alla luce delle sfide che una piccola regione come la nostra è chiamata a sostenere per effetto della dimensione globale dell’economia, oltre che della costante comparazione tra i diversi sistemi pubblici regionali in tema di qualità della vita e benessere dei cittadini”.

“Una sfida” -prosegue Zullino- “che alcune regioni del Nord Italia stanno esasperando con la richiesta di particolari e maggiori forme di autonomia, che, benchè prevista dal dettato costituzionale, si tradurrebbe in un danno irreparabile a carico delle altre regioni italiane, particolarmente quelle del Mezzogiorno d’Italia, se non accompagnata dalla definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni e da un congruo finanziamento degli stessi”.

“A che serve stabilire quali sono i livelli minimi ideali delle prestazioni e dei servizi” -aggiunge Zullino- se poi non ci sono i fondi per consentire a chi, come le regioni del Sud, non riesce ad erogare quelle prestazioni, di colmare le distanze?”.

“Poiché da noi si dice che senza soldi non si cantano messe” -sostiene il consigliere Vizziello-, “l’assenza di coperture finanziarie rende i LEP delle scatole vuote e non consentirà agli amministratori delle regioni più povere di erogare prestazioni o servizi secondo il livello qualitativo previsto dal LEP, laddove quelle prestazioni o quei servizi non ci sono o sono sottodimensionate, per questo ci opponiamo convintamente alla cosiddetta bozza Calderoli, che prevede i LEP, ma intende attuarli senza oneri per la finanza pubblica.
“Dalla riforma della sanità territoriale, al potenziamento degli organici del personale sanitario,dal superamento delle liste, al miglioramento delle condizioni di salute dei malati cronici sono plurime le sfide che vedono il nostro sistema sanitario regionale impegnato al raggiungimento di obiettivi di maggiore efficacia ed efficienza” -sostiene Vizziello-“ tenendo presente che l’attuazione del PNRR e la possibilità di disporre di quasi 100 milioni di euro per superare la visione ospedalocentrica dell’assistenza rappresenta una occasione unica per la Basilicata, a condizione che gli investimenti siano realmente calibrati sulle esigenze epidemiologiche ed orografiche dei territori e non sul diverso grado di influenza che sono in grado di esercitare sulla governance sanitaria i diversi esponenti politici regionali.”

“Le case della salute, gli ospedali di comunità e le centrali operative territoriali” -aggiungono Vizziello e Zullino-“ richiedono standard di personale molto impegnativi e tenendo presente che con i soldi del PNRR si possono comprare i muri e le apparecchiature, ma non si possono pagare gli stipendi del personale sanitario, occorre che le regioni, in primis la Basilicata, procedano agli investimenti in risorse umane, mediante le assunzioni di medici e infermieri, necessari ad evitare che la riforma dell’assistenza territoriale si trasformi nell’ennesimo libro dei sogni”.

“Infine occorre smaltire le liste di attesa che rappresentano il problema dei problemi del nostro sistema sanitario” -proseguono i due esponenti di BASILICATA OLTRE-“ perché i tempi biblici con cui in Basilicata si erogano visite mediche, accertamenti diagnostici, screening e anche interventi chirurgici mandano letteralmente a carte quarantotto il sistema universalistico delle cure previsto dalla Costituzione, dal momento che si curano solo quelli che riescono a pagarsi, di tasca propria, nel privato, le cure di cui necessitano”.

“La sanità privata-concludono Vizziello e Zullino- “può aiutare a smaltire l’enorme arretrato di prestazioni non effettuate in Basilicata per effetto del Covid, mettendo a valore i dieci milioni di euro, per lo più derivanti da finanziamenti statali, che sono a disposizione della nostra regione da tempo e che la Regione non può continuare a tenere nel cassetto, mentre i cittadini non riescono a curarsi”.

 

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