Ne scrive oggi “Cronache lucane” e il tema sicuramente sarà definito alla luce della riunione con le strutture private accreditate previsto per il giorno 11 gennaio in Regione Basilicata.

In caso di accordo, il tema è superato, se invece la “serrata” dovesse andare avanti, l’esposto in Procura sarebbe sicuramente un’opzione da valutare per la Regione, a tutela propria ma soprattutto dei pazienti.

Scrive Cronache lucane che “(…) le strutture sanitarie convenzionate hanno precise responsabilità contrattuali e non pochi osservatori giuridici (…) parlano della possibile configurazione del reato penale di “interruzione di pubblico servizio” (…). Ovviamente le aziende sanitarie potrebbero eccepire i mancati introiti del 2022, ma un’indagine in seguito a un esposto in Procura potrebbe essere comunque rognosa. E le aziende private rischierebbero comunque di perdere l’accreditamento (…)”.

Indubbiamente “meglio evitare”, anche perché le indagini della Procura partono da un punto per finire spesso molto lontane, scoverchiando spesso “vasi di Pandora” inimmaginabili. E soprattutto l’interesse della Regione è archiviare questa brutta pagina per la sanità privata lucana, nella speranza che non abbia a ripetersi nel 2024, anno di elezioni e quindi di ogni tipo di strumentalizzazione.

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