“Quello che appare evidente , è che l’assessore alla Salute ed il Presidente Bardi preferiscono fare le cose all’incontrario: invece di partire con la definizione del piano sanitario regionale che risulta agli atti del 2020 stracciato in piazza a Matera, si preferisce prima sistemare le esigenze degli amici (vedi quanto accaduto per gli ospedali e case di comunità) e solo dopo costruirvi intorno documenti di programmazione per giustificare le scelte eseguite”. Lo sottolinea il capogruppo del Pd, Roberto Cifarelli che spiega: “Questa è la prima considerazione che ritengo utile fare dopo la lettura del ‘Provvedimento generale di programmazione dell’assistenza territoriale’ redatto ai sensi del DM 77/2022, Piano Operativo Territoriale, presentato dall’assessore Fanelli nei giorni scorsi”.

“Il 6 ottobre scorso – dichiara Cifarelli -, denunciai una fuga in avanti dell’ASP circa i Distretti della salute. Raccogliendo le proteste dei Sindaci presentai una interrogazione all’Assessore Fanelli per conoscere se fosse stata già avviata l’applicazione del DM 77/2022 ed in quale forma, nonché, in attesa del nuovo Piano Sanitario Regionale, quali iniziative si intendeva intraprendere con i Sindaci e con le rappresentanze sociali al fine di scongiurare la chiusura di fondamentali presìdi di medicina territoriale. Ovviamente – continua Cifarelli – così come è abitudine del governo regionale, non ho ricevuto alcuna risposta all’interrogazione salvo poi venire a conoscenza della bozza di Piano Operativo Territoriale Socio Sanitario. Di fatto ciò che sembrava una notizia fuggita al portavoce dell’Asp oggi viene confermata. Vengono meno tre distretti sanitari in Basilicata; nello specifico, il Distretto di Melfi verrebbe accorpato a quello di Venosa; Lauria, Villa d’Agri e Senise sarebbero destinati a diventare unico Distretto ad eccezione di alcuni comuni della Val d’Agri che sarebbero accorpati al Distretto di Potenza. Stessa sorte tocca alla provincia di Matera dove il Distretto di Tricarico verrebbe accorpato a Matera città. In una regione come la Basilicata, con una bassa densità demografica ed una enorme estensione territoriale – prosegue ancora Cifarelli -, sarebbe sbagliato allontanare dai cittadini i presìdi della medicina territoriale. Il DM 77/2022 va applicato con intelligenza e nel quadro più generale di un nuovo Piano Sanitario Regionale”.

“Il motivo per cui rimango contrario alla riduzione dei distretti sanitari – sottolinea Roberto Cifarelli -, è che non si determina quanto paventato, ovvero l’integrazione sociosanitaria tra Comuni, Ambiti territoriali, Piani di zona sia negli Standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza territoriale sia in relazione al numero di abitanti. Come previsto dalla normativa vigente, l’articolazione in distretti della ASL è disciplinata dalla legge regionale, garantendo una popolazione minima di almeno sessantamila abitanti, salvo che la regione/provincia autonoma, in considerazione delle caratteristiche geomorfologiche del territorio o della bassa densità della popolazione residente, disponga diversamente’”.

“In buona sostanza – conclude l’esponente Dem -, la legge regionale potrà anche prevedere la possibilità di Distretti con popolazione inferiore 60.000 abitanti. Auspico una accelerazione della programmazione sanitaria attraverso il confronto tra le forze politiche, le comunità e le forze sociali per evitare fughe in avanti e soprattutto errori che possono danneggiare il già fragile diritto alla salute dei cittadini lucani”.

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