Il senatore del partito di maggioranza relativa ha lo stesso problema del suo compaesano segretario della CGIL: necessita di un ufficio stampa che gli eviti di fare (e ripetere) errori.
Tutti sanno che il diniego di una bravissima collega lucana l’ha preso in contropiede, ma questo non giustifica la nostalgia del senatore riguardo i “bei tempi” di quando faceva l’assessore all’ambiente, espressa in ogni intervista e in ogni comunicato stampa, rivendicando la (non confermata) paternità di taluni provvedimenti, che per puro caso si sono conclusi dopo la sua sostituzione.
Di sicuro, il senatore non ha certamente fatto un gesto di cortesia verso il collega di partito che ha preso il suo posto in assessorato, rischia – con i suoi attacchi all’attuale giunta (quando c’era lui andava tutto bene, ovviamente…) – anche di perdere la “fedeltà” dell’altro assessore, quello da lui indicato, ma si è reso soprattutto protagonista di un gesto di autolesionismo, perché manifestare in ogni luogo e sede la preferenza per l’assessorato a scapito del ruolo senatoriale – che pure ora dovrebbe cominciare ad esercitare – è un autogol un po’ goffo, perchè manifesta (inconsapevolmente?) un’ammissione di inadeguatezza rispetto al nuovo incarico piovuto per caso da Roma. Un qualsiasi giornalista gli avrebbe evitato l’errore e in Basilicata non mancano quelli bravi. Ammesso che si abbia la cultura politica per ascoltare i consigli e non pensare che il proprio ego “ha sempre ragione”, espressione beffarda coniata dal genio di Leo Longanesi.
Di sicuro la nomina al vertice dell’Eipli, ente sconosciuto ai più ma che gestirà l’acqua lucana, ha messo subito in evidenza lo strapotere di FDI di Puglia rispetto ai colleghi di partito della piccola Basilicata. Ma siamo sicuri che, dopo qualche mese di apprendistato, il tempo di imparare a conoscere i corridoi e le stanze che contano a Roma e anche la nostalgia per l’assessorato svanirà. E il senatore inizierà finalmente a fare il senatore, il rappresentante della nazione e non più a sognare uno strapuntino in via Verrastro. Roma non è certo Potenza, ma il capoluogo della Regione Lazio ha del potenziale, si farà.



