“Bardi e la sua giunta ancora una volta non vogliono ascoltare il grido d’allarme dei sindacati sulla Sanità lucana”. Così dichiara il segretario regionale di Azione, Donato Pessolano, che aggiunge: “Nonostante la
manifestazione unitaria di CGIL, CISL e UIL il presidente della Regione e la sua giunta non hanno dato alcun segno di interesse nei confronti degli operatori sanitari, pubblici e privati, che da mesi denunciano una
condizione di estrema difficoltà e precarietà e che sta causando importanti
disservizi per i cittadini. I lunghissimi tempi d’attesa per visite e controlli, la mancanza di una strategia futura per il sistema sanitario
regionale, l’approssimazione con cui sono state definite le linee di intervento sul PNRR, le carenze di personale medico ed infermieristico nei nostri ospedali, l’emigrazione sanitari continua, sono problemi che evidentemente non interessano al presidente Bardi e alla sua maggioranza, tutta presa a escogitare soluzioni e stratagemmi per restare ancora in piedi in consiglio regionale.
“La risposta dell’utenza all’allungamento delle liste d’attesa – continua Pessolano – è duplice: da un lato cittadino non si sottopone alle necessarie indagini o cure oppure si rivolge alle strutture private. È stato calcolato che in Italia i cittadini spendono circa 40 miliardi di euro per prestazioni socio-sanitarie a pagamento. I rischi dei mancati controlli medici comportano un aumento inevitabile delle patologie acute
(infarti, ictus, fratture, mancato riconoscimento neoplasie) con un carico
enorme sia di sofferenza del cittadino che un aumento del burden economico
sul SSN. Per cercare di ridurre le liste d’attese regionali, si dovrebbe
agire su due direttive: un sistema di verifica puntuale sull’appropriatezza
dell’indicazioni alle prestazioni, che hanno tempi di attesa più lunghi;
l’erogazione di un “bonus salute” per gli operatori sanitari collegati alle
prestazioni sanitarie interessate.”
“Pertanto – conclude il leader lucano di Azione – invitiamo il presidente e
l’assessore Fanelli ad individuare le prestazioni sanitarie che necessitano
di attenzione più urgente, individuando il personale e le strutture coinvolte nonché il monte orario necessario a portare le liste d’attesa ad un livello fisiologico. Dal cosiddetto “governo del cambiamento” i cittadini lucani si aspettavano un cambio di passo netto sulle politiche regionali ma è ormai evidente a tutti che il peggioramento a cui stiamo assistendo sia solo lo specchio riflesso di un fallimento totale, che qualcuno prova a nascondere dietro una fumosa propaganda, che sta minando seriamente il futuro della Basilicata e dei lucani.”



