Gas, acqua e aviosuperficie di Pisticci: tre mosse in poche settimane per risalire la china.

Stasera il Presidente Bardi andrà su Rete4 e sicuramente la proposta “esplosiva” sul gas “gratis” (la componente in bolletta) – in un momento di bollette alle stelle – darà una proiezione nazionale a Bardi e alla Basilicata.

E potrebbe funzionare nelle urne, un po’ come il bonus Renzi portò il Pd al 40%.
E soprattutto, il dato più importante del sondaggio di oggi del Sole 24 ore è che Bardi è già sopra il 2019, quando il Centrodestra vinse con il vento in poppa ma in fin dei conti con una percentuale non altissima e con Bardi che prese qualche migliaio di voti in più rispetto alle liste.

Allora, la domanda che sorge spontanea è: ma il centrodestra è contento di un Bardi che risale la china e i sondaggi?

C’è un blocco di potere che vuole gestire i fondi del PNRR (soprattutto attraverso i Comuni e gli enti regionali, dato che la regione non gestisce direttamente nemmeno un euro del PNRR) ma soprattutto il fiume di soldi che Bardi ha strappato a ENI e Shell come compensazioni ambientali, 1,2 miliardi di euro in dieci anni. Oltre alle royalties alle stelle, grazie al boom delle materie prime.

C’è un blocco di potere che vuole tornare indietro, altro che cambiamento. Un gruppo di potere molto ramificato, non solo in Basilicata. Ovviamente i riferimenti sono nella classe dirigente che per 30 anni ha governato (malissimo) questa regione, ma ci sono anche pezzi di centrodestra, forse anche già d’accordo per il “regime change”.

Bardi è un ostacolo. E adesso che sale nei sondaggi, ancora di più. I consiglieri di maggioranza che fanno screzi di continuo non vedono oltre il proprio comune, al proprio antico “particulare” e sono quindi funzionali al “grande gioco”.

Rispetto al quale Bardi appare ogni giorno di più come un marziano. Un alieno. Da rispedire su Marte il prima possibile.

Pezzi di centrodestra ci pensano da tempo. Senza capire che il voto anticipato regalerebbe la Basilicata alla sinistra, che metterebbe le mani su una montagna di soldi e terrebbe il centrodestra lontano dal governo della regione per i prossimi vent’anni. Almeno.

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