Provenzano per l’incontro “Cultura è libertà – la cultura nelle città” in cui si
discuterà con la comunità sul tema delle nuove politiche culturali che sembrano
ormai smarrite sia sul versante locale che su quello regionale. Vorrei cogliere
questa opportunità per poter consegnare al vicesegretario un messaggio di respiro
nazionale.
Accogliamo con favore la notizia della costituzione dei caschi blu della cultura, su proposta
del Ministro Dario Franceschini, nella riunione dei 46 paesi del Consiglio d’Europa, che mi
ha fatto immediatamente pensare a “Monuments Man”, film del 2014 di George Clooney,
che diede vita ad una delle più importanti operazioni di tutela e liberazione delle opere
della cultura da parte di Wikimedia Italia “Wiki Loves Monuments” l’edizione italiana
del più grande concorso fotografico del mondo, un contest dedicato ai monumenti,
che invita tutti i cittadini a documentare la propria eredità culturale realizzando fotografie
con licenza libera, nel pieno rispetto del diritto d’autore e della legislazione italiana in
merito.
Ed è sulla scia di questa notizia e sull’analisi dei dati relativi alle risorse stanziate nel
PNRR per i settori della cultura e del turismo, che sono stato indotto ad una riflessione.
La cultura, come ogni filiera economica e sociale, ha bisogno di continuità e soprattutto di
focalizzare l’attenzione sugli obiettivi da raggiungere, chiarendo la strada per arrivarci. Ed
è proprio a partire da questo assunto che mi è ritornata alla mente la presentazione del
progetto, Via delle Meraviglie – Identità e reti di integrazione della Basilicata Interna, nel
lontano 24 gennaio 2017. La proposta, approvata e finanziata con 300 mila euro, dal
Ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo – nell’ambito di un bando per
sostenere i costi di progettazione dei piani integrati di valorizzazione culturale – aperto a
Comuni e aggregazioni di Comuni del Sud, delinea una rete, con il capoluogo lucano
capofila, di un raggruppamento di 43 Comuni, che attraversa la Via Herculia, l’antica via
romana che in Basilicata collegava Venosa, a Grumento, passando per Potenza.
La «grande capacità progettuale» e il «respiro strategico» dell’iniziativa, furono sottolineati
dall’allora Segretario regionale del Ministero, Leonardo Nardella che aggiunse: «E’ una
sfida forte a cui il Ministero offrirà tutto il supporto necessario…Una iniziativa che si affianca, integrandola, alla strategia e agli investimenti sui beni culturali che lo Stato
finanzia attraverso i PON».
All’epoca ero assessore alla cultura del Comune di Potenza e sono particolarmente
orgoglioso del fatto che quel modus operandi (progettazione integrata territoriale), è stato,
in buona sostanza, riconosciuto e adottato per la costruzione di tutti i bandi MIC e PNRR
(compresi gli ultimi Bando Borghi Linea a e Linea B). In quell’occasione, il bando
prevedeva di acquisire anche una lettera di impegno della regione a garantire la buona
riuscita dell’intervento progettuale e della azioni esecutive connesse. Come in ogni
processo di sviluppo del territorio, la progettazione esecutiva è necessaria per poter
successivamente realizzare le opere immaginate.
Sulla stessa scia, ma qualche anno dopo, un altro progetto integrato di sviluppo territoriale
ha visto impegnati 9 comuni nella definizione di 13 progetti esecutivi, questa volta
addirittura classificati primi assoluti all’interno della cornice di progetto. Il progetto si
chiama Magna Grecia, da Pitagora alla cittadinanza temporanea Euromediterranea ed è
stato ufficialmente presentato e regolarmente rendicontato all’inizio del 2022 da Bernalda,
comune capofila.
Questi due progetti, esempio di come dal basso i territori riescono a immaginare
traiettorie di sviluppo integrato, nonostante le molteplici difficoltà legate alla
carenza di organico nelle strutture amministrative, sono però rimasti in due grandi
cassetti e non hanno trovato alcuna realizzazione, nonostante le risorse necessarie
ad essere realizzati, ammontino a poco più di 12 milioni di Euro, con un beneficio
ben più cospicui per l’intera filiera delle industrie culturali e creative di Basilicata.
La nostra domanda, quindi nasce spontanea, ed è rivolta da una parte al Ministro
Franceschini ed al Ministro Garavaglia e dall’altra al Presidente della Giunta regionale Vito
Bardi.
Gentilissimi Ministri, in un momento in cui sembra che ci siano più risorse che progetti, ed
alla luce anche di una vecchia delibera CIPE di inizio 2018 che stanziava oltre 100 milioni
per cultura e lo sviluppo del territorio, possiamo ancora contare sulla realizzazione effettiva
di questi due progetti?
Gentilissimo Presidente Bardi, sappiamo già che una parte della risposta verterà sul fatto
che all’epoca dei fatti, almeno per Via delle Mereviglie, Lei non era il presidente, ma i
processi amministrativi hanno una memoria e se non si vuole rischiare di iniziare sempre
tutto da “0”, bisognerebbe conoscere la storia della progettazione sul territorio e quindi la
domanda nasce spontanea: vista la disponibilità della regione e investire circa 15 milioni
per supportare le progettualità (confortate da semplici studi di fattibilità) presentate sul
bando Borghi Linea A, non sarebbe più interessante e funzionale, vista anche la scadenza
per la consegna dei collaudi sulle opere i servizi e le forniture previsti per il 2026,
finanziare le progettualità di cui è stata già più volte acclarata la qualità e verificata
l’esecutività e immediata cantierabilità?
In definitiva la questione è: perché si finanziano progettazioni esecutive di cui si
riconosce il grande valore per il territorio ed il tessuto produttivo, dichiarandone l’
“efficace convergenza con le programmazioni operative dei fondi nazionali e
comunitari a livello nazionale e regionale” (parole pubblicate sul sito del MIC) e poi
non si mettono in condizione i territori di realizzarle?
Per rispondere a questa semplice domanda e per spronare Ministero della Cultura,
Ministero del Turismo e Regione a garantire efficacia, economicità ed efficienza
nell’utilizzo delle risorse, organizzeremo un evento dal titolo “Dire, Fare, Realizzare: dalla
progettazione alla realizzazione di progetti turistici e culturali per il benessere dei
territori” in cui oltre alle istituzioni coinvolgeremo le tutte le forze politiche e sindacali,
perché la cultura non è materia esclusiva ma deve essere inclusiva e generatrice di nuove,
reali opportunità per i nostri territori.
Roberto Falotico



