Sono stati stipulati il primo giugno scorso, con il direttore generale Cristiana Mecca, quattro contratti di pubblico impiego con i ricercatori ed il personale di supporto alle attività della ricerca che da anni operano con contratto di co.co.co presso la direzione scientifica dell’Irccs Crob di Rionero in Vulture.

“Queste ulteriori quattro stabilizzazioni” afferma il direttore generale “si aggiungono ai ventuno contratti già firmati lo scorso dicembre, che hanno dato inizio al percorso della cosiddetta ‘Piramide della ricerca’ e confermano l’impegno assunto dalla direzione dell’Irccs Crob a favore di tutti i collaboratori che da tempo operano in regime di precariato”.

I titolari dei quattro nuovi contratti a tempo determinato hanno preso servizio il primo giugno e tra cinque anni saranno sottoposti a valutazione di idoneità per procedere nel percorso verso la stabilizzazione a tempo indeterminato.

La “Piramide della ricerca” è prevista dalla legge 205 del 2017, così come modificata dal decreto-legge numero 162 del 30/12/2019, e istituisce due diversi profili professionali: quello del ricercatore e quello del personale addetto alla ricerca, ovvero, impiegato nei grant-office, negli uffici di trasferimento tecnologico, nelle biblioteche e in tutte le altre attività che concorrono alla realizzazione dei programmi di ricerca. Sono state stabilizzate le figure in possesso dei requisiti di legge previsti, che richiedono la presenza in servizio ed un’anzianità di tre anni negli ultimi cinque al 31 dicembre 2019.

“Grazie al ministero della Salute, al ministro Speranza e al Governo nazionale, nel decreto Milleproroghe è stata prevista l’estensione della platea dei beneficiari che possono accedere alla stabilizzazione, dando la possibilità ad altri lavoratori precari di avviarsi in un percorso professionale più stabile” spiega il direttore scientifico dell’Irccs Crob Alessandro Sgambato.

“A tutti i ricercatori e al personale di supporto alle attività di ricerca, va il mio riconoscimento per l’impegno profuso in questo lavoro che ha come obiettivo principale la cura e il benessere del paziente oncologico” commenta Sgambato che prosegue “è grazie a loro che gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico riescono a fare una ricerca di altissimo livello garantendo un valore aggiunto alle attività assistenziali, nonostante le tante difficoltà legate alla sempre maggiore scarsità di risorse. Contiamo su di loro, sul loro entusiasmo, sulle loro competenze e la loro dedizione per fare sempre più del Crob una eccellenza nel campo della ricerca e della cura in oncologia”.