“Ormai la tanto agognata fase 2 è alle porte. Entro questa settimana il premier Conte parlerà alla nazione e spiegherà modalità e tempi della ripresa delle attività. Ma se da un lato siamo tutti impazienti di iniziare a riprendere la nostra vita quotidiana, dall’altro non si possono trascurare dubbi ed incertezze su come questa ripresa verrà attuata. Il problema cardine, soprattutto per i piccoli centri, riguarda la gestione dei minori.
Impegnati nella didattica a distanza, impossibilitati ad essere accuditi dai nonni quando i genitori lavorano, con la ripresa della quasi normalità, essi rappresentano l’anello debole di una catena che deve funzionare alla perfezione per non rompersi e far schizzare verso l’alto nuovamente la curva dei contagi.


Il presidente dell’Anci Antonio Decaro, a nome di tutti i sindaci, ha posto anche questi problemi sul tavolo del confronto tra governo, Regioni, enti locali e la cosiddetta “cabina di regia” che si è protratta fino a tarda sera ieri. 
Noi sindaci siamo il terminale della politica sul territorio e la vita dei cittadini ci riguarda direttamente.


Da noi vogliono risposte ma il governo deve aiutarci a darle


Tra le ipotesi in campo, come tutti sappiamo, l’estensione del bonus baby sitter da prolungare e ampliare o i congedi parentali mentre molto improbabile risulta l’applicazione del modello francese di aprire le scuole solo per i bambini i cui genitori lavorano entrambi.
In mancanza di un centro di formazione che possa seguire i nostri bambini e ragazzi, si potrebbe puntare sull’istituzione di centri famiglia e campi scuola che coinvolgano il terzo settore che ben si è comportato nell’affrontare l’emergenza di questi mesi.


Non vanno poi dimenticati le disposizioni sull’uso dei dispositivi di protezione che devono essere garantiti a tutti, abbienti e meno abbienti, con un prezzo equo e giusto


Noi sindaci chiediamo una cabina di regia unica a livello nazionale per la ripartenza al fine di evitare che ognuno vada per conto suo e si crei confusione in un clima generale di grande voglia di normalità.
Dal canto mio, non ho nessuna intenzione di mollare se non si hanno garanzie e strumenti che tutelino la nostra salute e la nostra incolumità. A tal proposito non esiterò, ove necessario, a creare un comune a parte pur di tutelare la vita e la salute della mia gente come previsto dall’art 32 della Costituzione anche se, da eterno ottimista quale sono sempre stato, confido nel lavoro del Presidente Conte e della task force nazionale guidata da professionisti di livello mondiale che ben sapranno mixare le esigenze economiche e la sicurezza pubblica del nostro meraviglioso Paese”.