Il consigliere comunale Giuseppe Maiuri interviene sulla vicenda dei conti del Comune di Policoro.
Dopo i rilievi sul rendiconto 2023, anche l’esame del 2024 evidenzia problemi rilevanti. Questioni che si trascinano e interrogativi che attendono risposte. È questo il quadro che emerge dagli atti della Sezione regionale di controllo per la Basilicata relativi alla gestione finanziaria del Comune di Policoro.
Nel merito, e per essere quanto più corretti e leali possibile, occorre ricordare che con la deliberazione n. 12 del 3 febbraio 2026, la Corte aveva giudicato inadeguate le misure correttive adottate dall’Amministrazione dopo i rilievi sul rendiconto 2023. Con la successiva deliberazione n. 96 del 23 luglio 2026, sono state ulteriormente evidenziate importanti criticità riguardanti il rendiconto 2024, la gestione della liquidità, gli accantonamenti di bilancio, i tempi di pagamento e la trasparenza amministrativa.
Non si tratta di interpretazioni politiche, non si tratta di critiche da parte della minoranza, ma di rilievi evidenti contenuti in atti ufficiali della magistratura contabile.
Nello scorso Consiglio comunale di giovedì 1° ottobre si è consumato un aspro confronto tra me e il Sindaco, che mi avrebbe accusato di fare «terrorismo psicologico» sui bilanci dell’Ente. Ma non sono io a sostenere che qualcosa non funzioni: sono i rilievi della Corte dei conti, formulati in due distinti provvedimenti, a richiamare l’Amministrazione su criticità che non possono essere sottovalutate. Non è una questione di maggioranza o opposizione, né di bandiere da sventolare. È una questione di serietà, responsabilità, trasparenza e rispetto verso i cittadini. La realtà non si annulla con le giustificazioni, con le polemiche, le offese o le accuse, e la responsabilità di chi amministra non si esaurisce nella sterile difesa politica. Su questi temi servono compostezza, risposte di merito e interventi concreti, perché in gioco non c’è il destino di una parte politica, né il futuro politico di qualcuno degli attori in campo, ma il futuro di Policoro e quello dei nostri figli.
Tra gli aspetti più delicati c’è la riapprovazione del rendiconto 2024, avvenuta nel novembre 2025. La Corte ha espresso perplessità sulla mancanza di motivazioni adeguate a sostegno delle riduzioni degli accantonamenti che hanno contribuito a ridurre il disavanzo dichiarato, richiamando il Comune ai principi di veridicità, prudenza e continuità dei bilanci. Nel successivo controllo, la Corte ha ribadito che le spiegazioni fornite dal Comune non risultavano adeguatamente dimostrate negli atti, riservandosi di verificare il superamento di queste criticità negli anni a venire. Ancora più significativo è il dato relativo alla cassa, che racconta difficoltà persistenti. La Corte ha richiamato espressamente il Comune sulla necessità di limitare l’utilizzo della cassa vincolata a situazioni eccezionali e temporanee, assicurando il tempestivo reintegro delle somme. Ha inoltre evidenziato il carattere sistematico di questa situazione, già riscontrata in occasione del controllo sul rendiconto 2023. Quando una criticità viene rilevata in esercizi successivi, la domanda non può essere soltanto quali misure siano state annunciate, ma quali risultati concreti abbiano prodotto.
Quando queste stesse questioni venivano sollevate in Consiglio dal sottoscritto, non mancavano gli attacchi e le contestazioni. Oggi, però, sono gli atti della magistratura contabile a richiamare l’Amministrazione. E allora la domanda è inevitabile: cosa vogliamo fare almeno per il futuro? È facile coalizzarsi contro un consigliere di minoranza e liquidare le sue osservazioni come “allarmismo”, più difficile è confrontarsi con rilievi ufficiali che richiamano l’Ente sulle medesime criticità. A quel punto non bastano le polemiche: servono risposte, assunzione di responsabilità e la volontà concreta di correggere ciò che non funziona.
Anche sui ritardi nei pagamenti e sull’utilizzo della cassa vincolata si è consumato, recentemente, un confronto acceso in Consiglio comunale tra il sottoscritto e alcuni membri della maggioranza. Oggi, però, a parlare non sono le polemiche politiche, ma la Corte dei conti che evidenzia una situazione peggiorata rispetto all’anno precedente. Un tema che avevamo già sollevato e sul quale, ancora una volta, le nostre preoccupazioni trovano riscontro nei rilievi della magistratura contabile. Perché, che piaccia o meno, amministrare significa anche rispettare gli impegni assunti, garantire trasparenza e dare risposte concrete, non liquidare con sufficienza le argomentazioni di chi esercita il proprio ruolo di controllo. La Sezione ha chiesto di intensificare le misure necessarie per rispettare i termini di legge, richiamando le conseguenze che i ritardi possono produrre sugli equilibri finanziari dell’Ente. Anche sul fronte della trasparenza amministrativa sono state rilevate carenze.
Sia chiaro: non intendo trasformare i rilievi della Corte dei conti in una battaglia politica, né alimentare ulteriori polemiche. Ma una cosa va detta con chiarezza: un consigliere di minoranza non può essere liquidato con accuse e offese solo perché solleva questioni scomode e mette in discussione l’operato di chi governa. Anche perché prima o poi, come nel caso di specie, i nodi vengono al pettine. I conti pubblici non si difendono attaccando chi ma parla, ma affrontando le criticità con serietà e senso delle istituzioni.
Il confronto politico è legittimo, anche quando è duro. Quello che non è accettabile è dover ricorrere all’offesa dell’altro per difendere se stessi. Le questioni sollevate meritavano di essere affrontate per tempo, in consiglio e con compostezza, senza fingere che tutto andasse bene, per poi ritrovarsi davanti ai rilievi della magistratura contabile sugli stessi identici temi.
La magistratura contabile, in sintesi, ha segnalato criticità e irregolarità nella sana gestione finanziaria, riservandosi di verificarne il superamento nei controlli successivi.
Questi richiami devono diventare un’occasione per cambiare passo: meno arroganza, più ascolto, meno contrapposizione pregiudiziale e maggiore disponibilità a una collaborazione istituzionale seria e responsabile. Perché l’obiettivo non può essere dimostrare chi abbia ragione in una disputa politica, ma risolvere i problemi nell’interesse della comunità. La minoranza ha il dovere di controllare, segnalare e proporre. La maggioranza e l’Amministrazione hanno il dovere di governare e dare risposte. Sono ruoli diversi, ma entrambi devono essere esercitati nell’interesse della collettività.
Policoro non ha bisogno di polemiche fini a sé stesse, ma neppure di silenzi o rassicurazioni generiche.
Tanto era dovuto perché la città ha il diritto di conoscere le questioni.
La tutela dei conti pubblici non appartiene né alla maggioranza né alla minoranza: appartiene all’intera comunità, a ciascuno di noi, a ognuno di voi.



