«L’approvazione della proposta di legge sulla valorizzazione e gli interventi a favore dell’apicoltura rappresenta un risultato importante per la Basilicata e per un comparto che svolge un ruolo fondamentale non solo dal punto di vista produttivo, ma anche ambientale».

Lo dichiara il Presidente della Prima Commissione consiliare regionale, Francesco Fanelli, primo firmatario della proposta di legge approvata oggi dal Consiglio regionale.

«Con questo provvedimento aggiorniamo una normativa ormai risalente al 1988, adeguandola all’evoluzione del quadro legislativo nazionale e alle nuove esigenze del settore. In questi anni l’apicoltura è profondamente cambiata e oggi richiede strumenti moderni, capaci di sostenere sia l’attività imprenditoriale sia quella familiare, valorizzando al tempo stesso il ruolo essenziale delle api nella tutela della biodiversità e dell’equilibrio degli ecosistemi».

«La legge introduce una disciplina organica che rafforza la tutela degli apiari, promuove il nomadismo come pratica fondamentale per la salute delle api e per la qualità delle produzioni, valorizza l’Apis mellifera ligustica, istituisce il Comitato apistico regionale e riconosce nell’apiturismo un’importante opportunità di valorizzazione delle produzioni e dei territori».

«Si tratta di un testo costruito attraverso un lungo percorso di ascolto e confronto con le organizzazioni del settore e gli operatori, che hanno contribuito con osservazioni e proposte a migliorare il provvedimento. Un ringraziamento va agli uffici dei Dipartimenti Agricoltura e Sanità, che hanno accompagnato il lavoro di definizione tecnica della legge, agli uffici del Consiglio regionale per il prezioso supporto fornito durante l’iter e a tutti i colleghi consiglieri regionali che hanno condiviso e approvato all’unanimità questo importante provvedimento».

«Questa legge vuole dare risposte concrete a un settore che negli ultimi anni ha dovuto affrontare sfide sempre più complesse, dai cambiamenti climatici alle difficoltà che interessano gli alveari. Sostenere l’apicoltura significa tutelare la biodiversità, rafforzare un comparto strategico per l’agricoltura lucana e investire nel futuro del nostro territorio».