“I dati Svimez non sono soltanto numeri; essi raccontano, purtroppo, l’immagine più nitida della Basilicata di oggi. Una regione che cresce meno del resto del Mezzogiorno, che perde giovani e competenze, che registra un Pil tra i più deboli d’Italia e che continua a vivere di lavoro precario e salari troppo bassi per trattenere i nostri talenti”. Così il consigliere regionale Roberto Cifarelli commenta il “Rapporto Svimez 2025”. “Siamo davanti a una fotografia impietosa: tra il 2022 e il 2024 quasi 5.500 giovani lucani hanno lasciato la regione. La Basilicata li forma, investe su di loro e poi li perde, regalando ogni anno al Centro-Nord e all’estero competenze e valore per miliardi di euro. È un drenaggio di energie che non possiamo più permetterci”.

Il quadro economico conferma una dinamica preoccupante: tra il 2021 e il 2024 il Pil lucano cresce molto meno del resto del Sud, l’industria in senso stretto arretra e i salari reali continuano a perdere potere d’acquisto. “La Basilicata cresce meno, cresce peggio e si svuota – continua Cifarelli – e questo avviene mentre chi governa la Regione insiste nel raccontare un presente inesistente, privo di una strategia industriale, di un progetto per l’Università, di politiche giovanili credibili e di una visione di futuro”.
Cifarelli richiama anche il concetto introdotto dalla Commissione Europea di “trappola per lo sviluppo dei talenti”, cioè quei territori che non riescono ad attrarre né trattenere giovani con elevate competenze. “La Basilicata è pienamente dentro questa trappola, e ciò che è ancora più grave è che non si intravede una via d’uscita, perché la maggioranza regionale continua a negare l’evidenza”.

In questo quadro, le parole del segretario generale della CGIL Basilicata, Fernando Mega, confermano la gravità della situazione: “Mega denuncia un clima di immobilismo e una desertificazione industriale e sociale che da tempo segnaliamo anche noi. È un allarme che andrebbe raccolto, non minimizzato”.
Ma, nonostante questi numeri e queste denunce, il Presidente Bardi continua a sostenere che la Basilicata sarebbe “in salute” e che la regione starebbe vivendo una fase di crescita e stabilità. “Le dichiarazioni di Bardi – afferma Cifarelli – sono ormai totalmente scollegate dalla realtà. Mentre il Presidente parla di successi, la Basilicata perde giovani, imprese e capacità produttiva. Non si può continuare a governare inseguendo una narrazione autocelebrativa mentre la regione scivola nell’irrilevanza”.
“Questi numeri – prosegue Cifarelli – certificano un fallimento che non riguarda solo il centrodestra al governo: è una crisi profonda di gruppi dirigenti che negli ultimi anni non hanno saputo interpretare la fase storica. E sarebbe bene che anche i corpi intermedi – associazioni datoriali, professionali e territoriali – avessero il coraggio di dirlo con la stessa nettezza con cui lo stanno facendo i sindacati”.

“In altri tempi, con questi dati, avremmo avuto manifestazioni quotidiane sotto il Palazzo della Regione. Oggi la Basilicata sembra rassegnata, ma io non la vedo così: i lucani stanno guardando, ascoltano, valutano. Capiscono perfettamente chi costruisce futuro e chi, invece, si limita a occupare il potere”.
“Il Rapporto Svimez ci dice che il tempo delle narrazioni è finito. Servono politiche industriali forti, investimenti in formazione, ricerca, Università, salari dignitosi, qualità del lavoro, politiche vere per trattenere i giovani e attrarre competenze. La Basilicata può tornare a crescere solo se torna a credere in sé stessa: e questo richiede una nuova classe dirigente capace di guidare il cambiamento, non di subirlo né di negarlo”.