Il prossimo 12 giugno si eleggerà il CAL (Consiglio Autonomi Locali) di Basilicata.
Nella normativa di riferimento, (Legge regionale n. 13 del 2021. Modalità e criteri per l’elezione dei componenti elettivi del Consiglio delle Autonomie locali) l’art. 5 comma 3 prevede che «Le candidature possono essere presentate, in ciascun collegio e nel rispetto della parità di genere, nel numero minimo pari al doppio e nel numero massimo pari al quadruplo dei seggi da ricoprire».
La proporzione è dunque di 1 donna per 4 uomini. Sarebbe questa la parità? È evidente che il rapporto 1:4 non va nella direzione di una piena e pari rappresentanza di genere, ma si limita ad accennare una presenza femminile in un organismo che ha funzioni consultive ai sensi dell’art.80 dello Statuto regionale. Chi pensa che la parità di genere sia un obiettivo raggiunto, erra. Questa legge dimostra come ci sia ancora molta strada da fare per “educare” quel genere di uomini maschilisti ad una civiltà. È un problema sociale complesso, identico per tutte le culture e le classi sociali, che costringe a riconoscere molti condizionamenti e stereotipi che devono essere sradicati soprattutto nei nostri contesti politici. Le donne elette alle scorse amministrative è esiguo, questa legge rende ancora più difficile la rappresentanza femminile all’interno del CAL. Questo il moto di protesta della Conferenza delle Democratiche di Basilicata.

Lucia Sileo
Portavoce Donne Democratiche e componente direzione nazionale Pd