L’ultimo Consiglio regionale, che era stato convocato per approvare l’assestamento di bilancio e i rendiconti 2019 e 2020, ha sancito di fatto una nuova ripartenza dell’azione e coesione politica intorno al governatore Vito Bardi.
La maggioranza infatti, che soltanto qualche giorno fa aveva perso pezzi dopo l’addio dei due consiglieri ex Lega, si pesenta compatta in aula forte dei suoi 11 elementi al completo, grazie al rientro di Francesco Piro e Rocco Leone, ormai liberi dalle misure cautelari dopo l’inchiesta sulla Sanità e Politica in Regione Basilicata.
Un approdo in assise che rappresenta subito un messaggio forte, sia per le opposizioni che per gli ex dissidenti, lasciati ormai “fuorigioco”, come dice Coviello di FdI, dal perimetro dell’azione di Governo e dal continuum dell’attuale consiliatura.
I risicati numeri della maggioranza appaiono però ben più corposi quando in Consiglio si assiste alla lenta deflagrazione di quell’opposizione ormai allo strenuo delle forze, un gruppo sempre più esiguo di consiglieri che speravano nei “salvatori della patria” Zullino e Vizziello per rovesciare Bardi &Co.
Invece, sull’ennesima tentata prova muscolare rappresentata dalla mozione di sfiducia, che sarà discussa tra due settimane, la minoranza perde pezzi ed entusiasmo, vista l’estromissione della consigliera Carlucci (sostituita da Gino Giorgetti che peró manda a quel paese i grillini), e la mancata condivisione da parte dei due consiglieri di Italia Viva che, nonostante dichiarino il governo Bardi inadeguato, ritengono un errore politico andare avanti sul campo della “sfiducia”.
Solo Cifarelli (Pd) e Perrino (M5s) sembrano crederci di più, almeno molto più dei moderati Pittella e Leggieri contrari ma forse più saggi e con meno ambizioni alla prossima contesa regionale che avverrà tra un anno e mezzo.
Insomma da via Vincenzo Verrastro sembrano di colpo essere andate via le nuvole (e i malumori) che nelle ultime settimane caratteizzavano l’ambiente intorno a Bardi che peró da gennaio dovrà schiacciare il piede sull’acceleratore.
Un Bardi “a tutto gas”, sarebbe il caso di dire. Sempre che qualcun’altro non gli metta i bastoni tra le ruote.



