Se il nuovo corso del Pd di La Regina ha indicato gli immarcescibili Carlo Chiurazzi, Vito De Filippo, Salvatore Margiotta e Marcello Pittella quali candidati alle prossime politiche, anche nel centrodestra i nomi sono esclusivamente della Provincia di Potenza: si passa da Salvatore Caiata (unico davvero sicuro) a Gianni Rosa (più in bilico di quanto si pensi) per FDI, che sicuramente prenderà un deputato e un senatore nella quota proporzionale.

Gli altri due seggi sicuri al proporzionale saranno appannaggio del Pd, con gli uscenti (potentini) in pole. Il seggio ballerino nel proporzionale Camera se lo giocano FI (in pole il potentissimo Franco Cupparo, molto vicino ad Antonio Tajani, se Giuseppe Moles verrà candidato in un seggio blindato nel Lazio. Più precaria la posizione di Casino), M5S (il venusino Lomuti uber alles) e la Lega (Pepe – destinato comunque a una candidatura nell’uninominale – o Cicala). Più difficile che Azione sia della partita, con Pessolano. Comunque tutti potentini. Matera rischia di restare a bocca asciutta.

Perché? Con la scelta del sindaco grillino, la Città dei Sassi è diventata come una piccola Napoli ai tempi di De Magistris: una città politicamente isolata, in polemica perenne con il governo e la regione, con una giunta comunale che preferisce fare comunicazione (ostile) piuttosto che governare. Se una cosa non funziona è colpa della regione, se la regione destina fondi a Matera è merito del comune. Ipocrisia della comunicazione a cinque stelle, che preferisce fare leva sull’antica frustrazione dei materani, piuttosto che sfidare la regione sulla concretezza della buona amministrazione.

E anche tra i Cinquestelle i materani sono in minoranza, schiacciati dal dominus Lomuti, unico degli otto parlamentari uscenti con una possibilità di rielezione. E quello del M5S sembra sempre più un progetto politico senza alcuna prospettiva.

Sono lontani i tempi di Buccico, oggettivamente un esponente di altro livello, ma anche di una Maria Antezza, che insieme al metapontino Cosimo Latronico e altri hanno portato a casa il risultato storico della Ferrandina-Matera.

La scelta grillina dei materani ha insomma isolato Matera. Che rischia per la prima volta – anche grazie al taglio dei parlamentari voluto da Di Maio e company – di non avere rappresentanza in parlamento. Una jattura per la “proiezione internazionale della Basilicata”, come ribadisce sempre il Presidente Bardi.

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