Azzeriamo le bollette alle fasce più deboli, avviando una vera transizione
energetica ragionando nel merito. Di mezzo c’è il futuro dei lucani.
L’utilizzo della risorsa gas deve diventare volano di sviluppo e non banale
tentativo di moltiplicare voti e recuperare un consenso irrimediabilmente
perso. Prima di annunciare ed esultare senza ragionare bisognerebbe
studiare, pensare, confrontarsi per progettare la Basilicata del futuro.
Chi più consuma ed è più ricco avrà più soldi dalla Regione Basilicata,
questo il senso del provvedimento. Chi consuma gas fossile avrà il 50% di
sconto (e non gratis) in bolletta. Se invece sei una impresa, o già
utilizzi rinnovabili, Gpl, termo-camino a pellets o altro, il sostegno non
è previsto. In Basilicata é inutile affannarsi a risparmiare gas o
investire per produrre energia verde, perché per i prossimi 10 anni solo
chi consumerà il gas fossile potrà avere il sostegno regionale, come chi
abuserà magari di questo consumo.
Non comprendiamo perché nell’intesa si rinuncia al 15% del pattuito (quasi
26 milioni di euro all’anno), per ristorare costi indefiniti come quelli
del “trasporto” (la rete rimane la stessa) e di “flessibilità” (cioè?) e
perchè si dovrebbe rinunciare alle royalties che sono legate alle
estrazioni comunque esistenti?
Come mai nell’intesa sparisce l’indicizzazione delle “Royalities” per la
Basilicata (esistenti anche nell’accordo Total) di 1,05 Euro/Barile
determinando una costante calcolata su una soglia massima di 45 $/Barile,
quando oggi il costo arriva a toccare 119 $/Barile, da mesi sopra i 90, la
media degli ultimi anni è stata di 70 $/Barile e le previsioni sono a oltre
100 per i prossimi anni?
Senza una logica ambientale o un criterio di equità sociale, così appare la
“formula magica” messa in piedi da Bardi e dal suo centro destra per
distribuire i circa 1,8 milioni di metri cubi di Gas/annui assegnati alla
Basilicata (20% di quello prodotto) o l’equivalente economico a costi
attuali di 1.3 miliardi di euro in 10 anni (circa 130 milioni all’anno).
Più leggo i documenti di questa “svolta epocale” – come con estrema enfasi
ci si è affrettati a definirla- e più mi sembra la “storia di Robin Hood al
contrario”, ovvero quello che possiamo definire il “populismo” di destra.
Lo stesso centro destra che critica da sempre il “Reddito di
cittadinanza” oppure
ha bollato come mance al popolo i famosi 80 Euro al mese del Bonus Renzi.
Sempre gli stessi che fino ad oggi condannavano la logica assistenziale o i
contributi a pioggia di quello che chiamavano il populismo di sinistra.
Chiediamo al Presidente Bardi che tutto sia rivisto, che tutti i dettagli
vengano condivisi con le parti sociali, sindacati e associazioni di
categoria oltre che del Consiglio Regionale, convocandone uno dedicato
proprio agli accordi e alle reali ricadute per la nostra Regione. Si nega a
noi delle minoranze questo confronto sin dal 2019 quando fu bocciata una
risoluzione che chiedeva coinvolgimento e condivisione di tutti prima di
prendere decisioni di così ampia portata.
Il gas gratis ai lucani è solo una legge annunciata in conferenza stampa ma
che ancora non c’è. Ridurre le bolletta energetica in maniera strutturale
in linea con la transizione energetica deve essere un grande obiettivo che
non può essere tradotto solo con una “mancia” da campagna elettorale, data
in maniera indistinta ed iniqua. Un tentativo di recuperare consenso invece
che sfruttare una opportunità storica, l’ultima, da sfruttare per innovare
e rilanciare la nostra Regione.
Il gas deve essere una risorsa lucana per tutti i lucani da legare
imprescindibilmente agli investimenti strutturali per il futuro a favore di
famiglie e imprese che, con il caro bollette rischiano il fallimento.
NON DIMENTICHIAMO
Ai lucani e alle lucane deve essere chiaro che il governo Bardi non porta a
casa nessuna novità. Che il gas prodotto in Basilicata sia dei Lucani era
stato già stabilito negli accordi firmati nel passato. Questi stessi
accordi che si sarebbero materializzati e definiti per Eni solo all’atto
della proroga della concessione avvenuta dal 1 Gennaio 2021. Mentre per
Total a partire dall’inizio delle sue estrazioni nel dicembre 2020. In
pratica cose risapute sin da 17 anni, dall’Accordo quadro tra Regione
Basilicata e Total, Shell, Esso riportato nella DGR 1363 19/09/2006.
Sarebbe interessante avere finalmente un confronto tecnico con documenti
alla mano, dal quale si sono sempre dileguati, su aspetti che sostengo da
sempre, inascoltato: siamo passati da intese che vedevano tutto (100%
produzione) il gas prodotto in regione assegnato gratis alla Basilicata
(circa 1 miliardo di metri cubi annui) ad averne, con le Intese Bardi, solo
una piccola quota (200 milioni di metri cubi/annui ) regalando il resto
alle compagnie Eni/Shell/Total ecc. che ovviamente ci ringraziano per
questo “maxi-dono” che ai costi del gas attuali, equivale a circa 800
milioni di euro anno.”
DA REGIONE DEL PETROLIO A REGIONE DELLA TRANSIZIONE ENERGETICA
Fare subito dichiarazioni di giubilo è facile, non mi unisco al coro
ritenendomi un riformista vero e non a convenienza. Provo a sfuggire alla
logica del facile consenso e dichiaro che, pur condividendo il principio di
dare un riconoscimento diretto alle famiglie lucane – lo avevamo proposto
anche noi di Italia Viva – ritengo che in particolare dovremmo attenzionare
in primis quelle meno abbienti. Pertanto credo sia un autentico
controsenso utilizzare 1.3 miliardi di euro in 10 anni per sostenere, di
fatto, solo l’utilizzo del gas da fossile, nell’era della transizione
energetica.
Rischiamo così di paralizzare la Basilicata nel percorso di innovazione e
di condannarla a essere la regione più petrolio dipendente d’Italia. Mentre
proprio con i profitti del petrolio e del gas, potremmo diventare la
regione modello e simbolo della transizione e della sostenibilità, delle
rinnovabili, con l’idrogeno verde compreso.
Pensare di combattere lo spopolamento della Basilicata con qualche soldo al
mese a una parte delle famiglie lucane è quanto mai fantasioso e
ingannevole per cittadine e cittadini lucani, non risolve altri problemi.
LE MIE 11 PROPOSTE CONCRETE FUORI DAL CORO
1. GAS AL 100% PER FAMIGLIE A BASSO REDDITO. Sarebbe allora sicuramente
più logico e giusto sostenere al 100% tutte le famiglie a basso reddito che
usano o meno il gas, senza escludere dal provvedimento chi utilizza già,
magari da tempo, altre fonti per il riscaldamento anche rinnovabili. Si
crea di fatto disparità e ingiustizia ed è inaccettabile.
2. SOSTEGNO GAS PRIMA CASA. Perché invece non collegare in maniera più
corretta il sostegno in bolletta solo alla prima abitazione,
determinarlo in base ai metri cubi degli edifici in fitto o in uso e non
sulla media storica del triennio? Tante sono le famiglie, molto anziani
soli e in difficoltà che in questi tre anni hanno risparmiato al massimo,
proprio nell’utilizzo del gas oppure cercato fonti alternative. Per questo
sarebbero paradossalmente penalizzati, oggi anziché premiati.
1. PARAMETRI STANDARD. Si fissi, piuttosto, un parametro standard, con
un tetto massimo di metri cubi di gas utilizzabili a famiglia, per
garantire una qualità di vita dignitosa in generale, il surplus si metta a
carico dell’utente per evitare sprechi e speculazioni che diventeranno
inevitabili. Le risorse economiche o energetiche risparmiate siano
utilizzate per sostenere la transizione energetica per cittadini ed imprese.
2. IMPIANTI ENERGIE RINNOVABILI PER FAMIGLIE E IMPRESE. Fondamentale
sostenere le famiglie che vivono in case singole ma anche i condomini e
stimolare all’installazione di impianti a energia rinnovabile, e
contemporaneamente incentivare le imprese per realizzare impianti
rinnovabili sempre per autoconsumo. Decisivo dovrebbe essere utilizzare una
parte di queste risorse per sostenere in maniera importante la nascita
delle comunità energetiche.
1. PRODUZIONE ENERGIA PULITA NELLE AREE PRODUTTIVE. Si realizzino in
tempi brevi con le compensazioni progetti comuni con Eni/Total/Shell per la
realizzazione nelle aree produttive di Basilicata di impianti di produzione
energia pulita, per le imprese insediate e per quelle da attrarre negli
investimenti che portano occupazione e sviluppo.
1. AZZERARE BOLLETTA ENERGETICA EDIFICI PUBBLICI. Si formalizzino intese
strategiche per realizzare impianti e centrali di produzione energia
finalizzati ad abbassare o azzerare la bolletta energetica di ospedali,
agenzie regionali, scuole, per le sedi degli Enti (Regione, province e
comuni), per i Consorzi di Bonifica e i Consorzi industriali.
1. SOSTEGNO IMPRESE. Escludere le imprese é sbagliato e miope,
soprattutto in una fase in cui il prezzo dell’energia sta spiazzando la
competitività del nostro sistema industriale.
1. DECARBONIZZAZIONE E DECOMMISSIONING. Si pensi anche a un piano
decarbonizzazione e sviluppo industriale regionale da finanziare con questo
accordo, inserendo anche il decommisioning della Val D’agri.
1. FILIERA IDROGENO IN VAL BASENTO. Si faccia diventare la Val Basento
la sede ideale della filiera dell’idrogeno (produzione e componentistica)
1. DISTRETTO DELLA MOBILITÀ ELETTRICA A MELFI. Melfi diventi finalmente
il distretto della mobilità elettrica, dei sistemi di accumulo e dei
microchip.
2. SOSTEGNO SMART WORKING. C’è da invertire la tendenza dell’emorragia di
giovani e cervelli che trovano lavoro altrove: caro Presidente Bardi,
perché non finanziamo – con 10 milioni di euro l’anno – l’attivazione
dello smart working per i lucani fuori regione, consentendo ad almeno 1000
di loro ogni anno di poter lavorare in Basilicata, con un contributo alle
aziende sino a 10.000 euro lordi/anno in rapporto al livello e ai contratti
stipulati?
CONCLUSIONI
C’è un unico modo immediato per ripopolare i nostri paesi: provare a
riportare proprio qua le nostre intelligenze a lavorare, grazie anche alle
tecnologie, nella speranza che possano rimanere e fare famiglia, tornando a
fare comunità
Tutto questo, insieme ad altre proposte che ci piacerebbe fossero almeno
prese in considerazione, farebbe davvero della Basilicata un esempio
nazionale: la Regione del petrolio che, con i soldi del petrolio,
costruisce 3 filiere industriali per disegnare un futuro decarbonizzato.
Insieme all’aiuto alle famiglie si devono affiancare le imprese che creano
ricchezza durevole e moltiplicatrice.
Come Italia Viva – conclude Luca Braia – è di questo che continueremo a
chiedere conto al Governo Regionale a cui, ancora una volta, proviamo ad
offrire contributi operativi che mettono al centro non gli slogan populisti
ma azioni concrete con una visione che deve essere molto più lungimirante
per la nostra terra rispetto all’avvio della campagna elettorale che
promette il gas gratis che ancora non c’è.



