La vicenda della giunta comunale di Colobraro giunge finalmente a un punto di svolta che non è solo politico, ma profondamente civile, segnando il passaggio da una gestione anacronistica al necessario ripristino della legalità. Dopo mesi di tensioni e atti amministrativi che sembravano ignorare i principi fondamentali della nostra Costituzione, la giustizia ha fatto il suo corso, ricordandoci che la parità di genere non è un optional. Voglio ricordare bene come il rimpasto lampo dello scorso aprile avesse prodotto una giunta paradossalmente “monocolore” maschile, giustificata con una presunta necessità di maggiore esperienza, un fragile paravento che ha costretto a portare la questione davanti alla giustizia amministrativa. Il TAR aveva infatti già fissato l’udienza nel merito per il prossimo 10 giugno 2026, un appuntamento che pesava come un macigno sulla legittimità dell’operato del Sindaco Nicola Lista. In questo scenario, desta particolare amarezza la posizione del Presidente del Consiglio Comunale, l’Avv. Andrea Bernardo, il quale, figurando addirittura come “controinteressato” nel procedimento, ha rimediato una magra figura istituzionale; era infatti evidente che avrebbe perso, data una giurisprudenza sul tema ormai granitica e chiarissima. Questa è stata una battaglia di civiltà che ho dovuto condurre da sola, e non nascondo il dispiacere nel constatare il silenzio di chi avrebbe dovuto far sentire la propria voce: tutte le consigliere sul territorio che avevano l’opportunità di esprimersi e le varie presidenti di associazioni locali che dicono di salvaguardare e tutelare la parità di genere sono state tristemente assenti in questo percorso. L’unica figura istituzionale che ha concretamente scelto di esserci, dimostrando coerenza e impegno, è stata la Consigliera regionale per le pari opportunità, l’Avvocata Ivana Pipponzi, a cui va il mio ringraziamento.  Ma è stato un impegno necessario per scardinare un modus operandi che andava avanti da troppo tempo, perché la legge non ammette ignoranza, a maggior ragione quando a sbagliare è un Sindaco. Oggi, tuttavia, prevale la soddisfazione del “bene quel che finisce bene”: con l’ingresso in giunta dell’Assessora Maria Valicenti, a cui vanno i miei migliori auguri di buon lavoro, si ristabilisce un diritto fondamentale. Sono certa che Maria saprà fare molto bene per la comunità di Colobraro, ergendosi a simbolo della difesa delle donne e dimostrando che la competenza femminile non può e non deve più essere messa in discussione o ignorata da logiche di potere maschili.

Concetta Sarlo