CASTELLUCCIO INFERIORE – Sabato 21 Febbraio, la Biblioteca Comunale di Castelluccio Inferiore ha ospitato un evento che è andato ben oltre la semplice presentazione letteraria.
Protagonista dell’incontro è stata l’opera “Prima di andare” di Maria Scruci, un testo che l’autrice stessa definisce non un romanzo, ma “un’avventura, una vita che scorre” e che, a ragion veduta, ti riserva sempre una seconda possibilità.
L’iniziativa è stata promossa con successo dall’Associazione Culturale “Ricomincio da tre”, che da tempo gestisce la biblioteca comunale e il laboratorio di comunità animando il tessuto sociale locale con proposte di alto spessore.
Ad assistere ad un dialogo tra anima e ragione era presente un pubblico pronto ad interagire con l’essenza dello scritto in questione tramite l’autrice.
A moderare l’incontro sono state due figure che hanno saputo interpretare con estrema sensibilità le pagine del libro:
La professoressa Rosanna Papaleo che ha saputo cogliere la dimensione più intima e quasi onirica del racconto, soffermandosi sulla capacità dell’autrice di descrivere “il nulla” e la “pace” trovata nel momento più critico del suo percorso.
Il maestro Luciano Longo ha invece offerto una chiave di lettura critica e analitica, evidenziando la forza d’urto di una scrittura che non fa sconti e che denuncia le assurdità burocratiche e umane vissute dall’autrice dopo l’incidente.
“Prima di andare” è un’opera nata dall’esigenza di ricostruire i pezzi di un’esistenza spezzata da un incidente, usando una prosa diretta, a tratti ironica e profondamente lucida.
L’autrice racconta, con disarmante onestà, la fatica di ritrovare le parole e avere a che fare in continuazione con i numeri. Ma ciò che colpisce di più è lo spirito di resilienza: Maria non si arrende alla definizione di “malata”, ma rivendica il suo essere pronta a cambiare il proprio futuro.
Lo scritto è un mosaico di pensieri e disegni, dove trovano spazio l’amore, la famiglia, il ringraziamento agli amici “ancora lì” e,nello stesso mosaico, non manca una ferma avversione verso un sistema – aziendale e legale – spesso sordo al dolore del singolo.
Un messaggio per la comunità
L’evento di sabato ha ribadito un concetto fondamentale: scrivere può essere una cura, un modo per “non sparire”. Come sottolineato dai moderatori e dall’associazione “Ricomincio da tre”, la storia di Maria Scruci è un monito a non sprecare il tempo.
Un’opera necessaria, che trasforma il trauma in arte e la sofferenza in una lezione di vita.
Una presentazione che ha lasciato il segno nel cuore di Castelluccio Inferiore.



