
Dialoghi profondamente sofferti, movenze sensuali ed eleganti, gli sguardi sognanti e inconsolabili dell’attrice hanno persino svelato i segni del tempo impressi sul volto dell’uomo all’altro capo del telefono, tragicamente inafferrabile.
Jean Cocteau, l’autore francese del monologo “La voce umana”, avrebbe di certo apprezzato l’interpretazione dell’eclettica Patrizia Minardi andata in scena ieri sera a Matera nella sede del Circolo La Scaletta nell’ambito della rassegna promossa in collaborazione con l’associazione MetaTeatro.
L’allestimento scenico essenziale, l’atmosfera intima e quella voce graffiante interrotta da silenzi pietrificanti, eternamente scalfiti nel copione originale, hanno restituito appieno il dramma psicologico e sentimentale vissuto un istante prima dell’addio.
Minardi, da sempre sensibile alle politiche di genere, davanti a un pubblico attento ha rappresentato con sapienza la poliedricità della figura femminile, portando sul palcoscenico fragilità e orgoglio, tumulti e speranze, intraprendenza e passioni.
Lo spettacolo verrà riproposto a Pomarico sabato 14 febbraio, nella sala consiliare. Il sipario si aprirà alle ore 20.



