Si è svolto il 𝟏𝟐 𝐌𝐚𝐫𝐳𝐨 a Matera nella Sala Consiliare della Provincia di Matera il Convegno 𝐒𝐏𝐀𝐙𝐈 𝐄 𝐏𝐑𝐎𝐆𝐑𝐀𝐌𝐌𝐈 𝐃𝐈 𝐆𝐈𝐔𝐒𝐓𝐈𝐙𝐈𝐀 𝐑𝐈𝐏𝐀𝐑𝐀𝐓𝐈𝐕𝐀 organizzato da STUDIO IRIS (ente gestore del Centro per la Giustizia Riparativa) in collaborazione con la Provincia di Matera, per illustrare principi, spazi e programmi di Giustizia Riparativa e delineare lo stato dell’arte della Giustizia Riparativa in Italia.

Al Convegno, introdotto dai Saluti del Presidente Avv. Marrese e moderato dalla dott.ssa Francesca Genzano, Mediatore con esperienza ultradecennale e fondatore di Studio IRIS, ed alla presenza delle massime Autorità civili, militari e religiose, sono intervenuti illustri esperti del mondo della Giustizia Riparativa in Italia, tra questi: il 𝑷𝒓𝒐𝒇. 𝑮𝒊𝒐𝒗𝒂𝒏𝒏𝒊 𝑨𝒏𝒈𝒆𝒍𝒐 𝑳𝒐𝒅𝒊𝒈𝒊𝒂𝒏𝒊 (Esperto nella Conferenza Nazionale per la Giustizia Riparativa) e la 𝑫𝒐𝒕𝒕.𝒔𝒔𝒂 𝑰𝒔𝒂𝒃𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑴𝒂𝒔𝒕𝒓𝒐𝒑𝒂𝒔𝒒𝒖𝒂 (esperta in Giustizia Riparativa, Già Dirigente Ufficio II Direzione Generale-Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità-Ministero della Giustizia)
Interventi di altissimo livello che hanno catturato per oltre due ore l’attenzione della numerosa e attenta platea. In Sala le illustri presenze: il Presidente del Tribunale di Matera dott. Greco, la Presidente della Sezione Penale dott.ssa Civitano, la Direttrice dell’Ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna di Potenza dott.ssa Gallo e la Direttrice dell’Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna di Matera dott.ssa Digregorio, la direttrice dell’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Potenza e Matera dott.ssa Ferrone, la Direttrice della Casa Circondariale di Matera dott.ssa Musicco con il Comandante del Corpo di Polizia Penitenziaria Dott. Semeraro, la Direttrice dell’USSM di Taranto dott.ssa Quatraro, il Vescovo S. Ecc. Mons. Caiazzo ed il Cappellano del Carcere di Matera Fra Giamparide Nappi, la Polizia Provinciale di Matera, una rappresentanza dei Carabinieri di Matera e dei Carabinieri di Montescaglioso.
Il Convegno si è concluso con la testimonianza di 𝑨𝒈𝒏𝒆𝒔𝒆 𝑴𝒐𝒓𝒐 (figlia dello statista Aldo Moro ucciso dalle Brigate Rosse) che, dopo aver ripercorso i drammatici momenti del rapimento e dell’uccisione del padre nel 1978, ha sottolineato quanto l’esperienza, inattesa e significativa, di un percorso di Giustizia Riparativa vissuto da lei ed altre vittime con i responsabili della lotta armata, abbia cambiato lo sguardo verso l’umanità e la qualità della vita.
“La giustizia riparativa – ha spiegato Agnese Moro – aiuta ad eliminare quelle che io chiamo le scorie radioattive, l’immobilità, il silenzio e l’ingombro dentro sé (di presenze sgradite, incubi e fantasmi, che si odiano e perseguitano) in cui le vittime di ritrovano a vivere. Mi chiedono spesso se la Giustizia Riparativa funziona. Si, funziona, apre a uno scenario completamente nuovo e conferma che si può rispondere al male commesso anche attraverso il bene, attraverso l’incontro e il dialogo, attraverso la possibilità di guardarsi negli occhi e nei volti. Solo se il responsabile del reato può guardare la faccia della vittima riesce a toccare il dolore causato nell’altro. Insieme, io e i miei amici improbabili (i responsabili della lotta armata) abbiamo attraversato le nostre ferite e il nostro dolore. L’irreparabile resta irreparabile, ma si può guardare avanti e riscoprendo l’umano, immaginare un futuro.”
Tutti in piedi in una commossa standing ovation di applausi dopo l’ intensa testimonianza di Agnese Moro che ha emozionato tutte le generazioni presenti tra le oltre 100 persone che hanno seguito in un silenzio avvolgente sguardi, parole e significati che hanno reso l’incontro, per tutti, indimenticabile.
Al partecipatissimo Convegno è seguita l’inaugurazione del 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐑𝐢𝐩𝐚𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 della Provincia di Matera con il simbolico taglio del nastro del Presidente Marrese insieme alla Responsabile di Studio IRIS e con la preghiera e la benedizione del Vescovo S. Ecc. Mons. Caiazzo Arcidiocesi di Matera-Irsina.
“Grande soddisfazione per la Provincia di Matera per questo ambizioso progetto culturale– ha dichiarato il Presidente Marrese – che in un periodo di grandi conflitti, di odio e divisione, vuole avviare percorsi riparativi per il benessere delle persone e delle comunità, e sostenere ogni iniziativa utile a promuovere una cultura del dialogo, della non violenza e della pace.”
Il Centro erogherà i servizi di Giustizia Riparativa (quali servizi essenziali per la crescita, lo sviluppo e la sicurezza della comunità tutta) che consentano di realizzare percorsi di mediazione penale vittima/autore dell’offesa ed altri programmi di Giustizia Riparativa, con professionisti Mediatori penali esperti in programmi di Giustizia Riparativa. L’accesso a tali servizi è fondato sul consenso, libero e informato, che può, in qualsiasi momento, essere revocato; alla giustizia riparativa è possibile accedere per tutte le fattispecie di reato, a prescindere dalla gravità, in ogni stato e grado del procedimento penale. Il Centro erogherà anche servizi di assistenza alle vittime di tipo generalistico (ascolto, sostegno emotivo, informazione sui diritti, informazione sui programmi di giustizia riparativa).
Un momento molto partecipato e ricco di speranza per il primo Centro in Basilicata in linea con la Disciplina Organica della Giustizia Riparativa che, facendo tesoro del passato, guarda al futuro per promuovere il benessere di persone e comunità.
“Con oltre un decennio di attività di mediazione penale e giustizia riparativa sul territorio – ha sottolineato dott.ssa Francesca Genzano – è stata seminata una consapevolezza di sensi e significati della Giustizia Riparativa, tale da poter avere oggi un terreno fertile per prenderci cura delle ferite che i reati generano non solo nelle relazioni tra le persone ma anche nelle comunità, per promuovere appunto lo sviluppo di comunità eticamente responsabili. Far crescere una cultura della Giustizia Riparativa significa lavorare tutti insieme per provare a riparare le fratture sociali e trasformare le ferite in possibili feritoie di luce.
Questo è un momento storico per Matera e per la Basilicata per poter garantire a tutti il diritto ad accedere a programmi di Giustizia Riparativa ed a spazi di ascolto per le vittime. Siamo onorati di poter mettere a servizio della comunità lucana il nostro sapere esperto, le conoscenze e competenze maturate, con e grazie ai Servizi Territoriali della Giustizia.”
“I servizi di Giustizia Riparativa che prima erano di competenza del Ministero della Giustizia – ha sottolineato la dott.ssa Mastropasqua – oggi devono diventare servizi del territorio e devono poter dare accoglienza e assistenza a chi ha subito l’offesa ed accompagnare chi si è reso responsabile di un reato nel processo di responsabilizzazione, per aprirsi poi alla comunità come parte, promotore di processi riparativi o destinataria di politiche di riparazione.”